Martedì 13 aprile si è svolto il sopralluogo della commissione su Palazzo Corbucci nel palazzo di via XX settembre.
È stato possibile visitare quasi tutto il palazzo, eccetto il giardino sul bastione, il torricino (non si sono trovate le chiavi) e le grotte. Speriamo che a breve ci sia un’altra occasione per approfondire la visita.
La bellezza, il fascino e la peculiarità degli spazi di questo luogo emerge ancora oggi, nonostante il barbaro spoglio degli arredi. Dal palazzo – dalle sue finestre, terrazze e balconi - è possibile avere una visione del centro storico di San Giovanni inedita e sorprendente per la maggior parte di noi marignanesi.
Sembra che il tetto verso mare e lungo il torrente Ventena abbia bisogno di un intervento urgente. Non si può dire però che tutte le zone del palazzo siano pericolanti e che sia particolarmente pericoloso visitarle.
L’amministratore della Società Porta della Valconca s.r.l., che per ora è proprietaria del palazzo, ha fatto intendere che sta prendendo contatti con banche e privati per accendere mutui per il recupero del tetto e per realizzare speditamente un progetto di gestione del palazzo che sia economicamente sostenibile. Questo progetto sarà presentato in autunno.
Cenci non ritiene per il momento di coinvolgere la popolazione in un percorso partecipativo per definire la destinazione di Palazzo Corbucci.A questo punto sorgono alcune domande. Perché basare solo su mutui il recupero del tetto del palazzo quando al Comune di San Giovanni in Marignano sono stati assegnati di recente con il Documento Unico di Programmazione 300.000,00 euro di risorse comunitarie? Non è più logico utilizzare queste risorse per il
recupero urgente del tetto rimandando a tempi più opportuni l’intervento di arredo urbano del Fosso del Pallone? Inoltre, se il destino del progetto del palazzo sembra essere ora saldamente nelle mani dell’amministratore della Porta della Valconca s.r.l., a che cosa serve la commissione consiliare da poco istituita? D’altra parte, se questa società non ha risorse proprie (a parte un capitale sociale di 20.000,00 euro e, naturalmente, Palazzo Corbucci), perché non chiuderla riportando tutta la gestione della questione nelle mani del Comune?
È possibile che all’insaputa del consiglio si stabiliscano contatti con privati e con istituti di credito? E chi deciderà la destinazione di fondo del palazzo? Il progetto attualmente sul tavolo è prettamente commerciale ed anche se sembra essere stato messo un po’ in discussione risulta essere stranamente l’unico punto di riferimento per la discussione. Infine, il Comune, prima di acquisirlo, ha accertato quale fosse lo stato di Palazzo Corbucci e quante risorse fossero necessarie per il suo recupero? Su questo punto non c’è mai stata chiarezza.
Serve trasparenza anche su Palazzo Corbucci. Per questo proponiamo un maggiore coinvolgimento della popolazione.
Palazzo Corbucci non è un edificio qualsiasi. È uno degli edifici che ancora caratterizzano il centro storico del paese non solo per le forme esterne, ma anche per la peculiarità degli spazi interni che si sono tramandati. È interessante dire che si intende recuperarlo come un “contenitore culturale di eccellenza”. Ma intanto eccellenza non significa esclusività. E non tutti i progetti di recupero si equivalgono. Ci sono infatti delle destinazioni d’uso che ne potrebbero stravolgere il significato urbanistico.
Davvero servono proprio lì altri bar, ristoranti, negozi? Si tratta di puntualizzare bene che tutto l’edificio è di proprietà pubblica e che deve avere una destinazione pubblica a vantaggio di tutti i cittadini marignanesi. L’intervento del privato in ogni caso deve essere residuale e non può connotare il carattere del palazzo o di una sua parte, dovendo comunque essere al servizio della migliore fruibilità della struttura pubblica. Questo anche perché il Comune ha rinunciato alla realizzazione di una piscina ad uso pubblico in cambio della proprietà di questo palazzo. Non ha dunque senso che il Comune ora si occupi del recupero del palazzo per poi cederlo – in varie forme – ai privati, limitandone la fruizione pubblica. Si argomenta che i futuri costi di gestione del palazzo potrebbero essere ingenti e che dunque si deve ipotizzare una destinazione che produca introiti, anche attraverso il coinvolgimento di imprenditori privati.
Certo, la questione dei costi di gestione è importante, ma occorre procedere con ordine, individuando prima – come comunità marignanese – attraverso un percorso di informazione e di valorizzazione del palazzo quale potrebbe essere il/i progetto/i culturale/i di questo “contenitore”. E questo percorso, per forza di cose, vorrà il suo tempo. Ma non sarà tempo sprecato se si tiene presente che il fine è quello di restituire ai marignanesi questo edificio, chiuso da decine di anni, così importante per l’identità civica di San Giovanni. Un bene culturale di questo tipo non può essere gettato nelle mani del migliore offerente. Capiterà però questo se non si elaborano delle idee forti e condivise dai cittadini su Palazzo Corbucci.
È necessario aprire un confronto nel paese su Palazzo Corbucci, a partire da questo blog. Voi cosa ne pensate?